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Riforma penale: in vigore i nuovi reati

E’ entrato in vigore i il decreto legislativo n. 21/2018, con cui è stata data attuazione alla delega sulla riserva di codice nella materia penale prevista dalla riforma Orlando. Il decreto (sotto allegato) pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 22 marzo scorso fissa innanzitutto il principio di riserva di codice ex nuovo articolo 3-bis del codice penale e provvede, inoltre, ad introdurre una serie di fattispecie di reato nel codice stesso con contestuale abrogazione delle previsioni esterne al medesimo e norme di coordinamento.

Nel dettaglio, tra i nuovi reati introdotti nel codice penale, uno speciale rilievo (anche per le conseguenze che comportano) hanno quelli in materia di tutela della persona, tra cui:

– Sequestro di persona a scopo di coazione (art. 289-ter c.p.)
che punisce con la reclusione da 25 a 30 anni “chiunque, fuori dei casi indicati negli articoli 289-bis e 630, sequestra una persona o la tiene in suo potere minacciando di ucciderla, di ferirla o di continuare a tenerla sequestrata al fine di costringere un terzo, sia questi uno Stato, una organizzazione internazionale tra piu’ governi, una persona fisica o giuridica o una collettivita’ di persone fisiche, a compiere un qualsiasi atto o ad astenersene, subordinando la liberazione della persona sequestrata a tale azione od omissione”;
– Violazione degli obblighi di assistenza familiare in caso di separazione o scioglimento del matrimonio (art. 570-bis c.p.)
in base al quale, “le pene previste dall’articolo 570 si applicano al coniuge che si sottrae all’obbligo di corresponsione di ogni tipologia di assegno dovuto in caso di scioglimento, di cessazione degli effetti civili o di nullità del matrimonio ovvero viola gli obblighi di natura economica in materia di separazione dei coniugi o di affidamento condiviso dei figli”;
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– Interruzione colposa di gravidanza (art. 593-bis c.p.)
il quale punisce con la reclusione da 3 mesi a due anni “chiunque cagiona a una donna per colpa l’interruzione della gravidanza”;
– Propaganda e istigazione a delinquere per motivi di discriminazione razziale etnica e religiosa (art. 604-bis c.p.)
il quale punisce, salvo che il fatto costituisca più grave reato:
a) con la reclusione fino ad un anno e sei mesi o con la multa fino a 6.000 euro chi propaganda idee fondate sulla superiorità o sull’odio razziale o etnico, ovvero istiga a commettere o commette atti di discriminazione per motivi razziali, etnici, nazionali o religiosi;
b) con la reclusione da sei mesi a quattro anni chi, in qualsiasi modo, istiga a commettere o commette violenza o atti di provocazione alla violenza per motivi razziali, etnici, nazionali o religiosi.
– Altri reati
tra le altre fattispecie di reato spiccano invece quelle in materia di tutela ambientale (come “Attività organizzate per il traffico illecito di rifiuti” ex 452-quaterdecies), finanziaria (come “Indebito utilizzo e falsificazione di carte di credito e di pagamento” ex art. 493-ter c.p.), le aggravanti per reati connessi ad attività mafiose e reati transnazionali, la confisca in casi particolari (ex art. 240-bis c.p.).

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By |2018-04-08T17:08:08+00:00aprile 8th, 2018|Categories: In Primo Piano|Commenti disabilitati su Riforma penale: in vigore i nuovi reati

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